Il treno della memoria

foto gentilmente concesse da  uno studente dell'istituto.

In occasione della Giornata della Memoria abbiamo deciso di intervistare Evelin Lupi, che ha partecipato al progetto ”Il Treno della Memoria” con altri ragazzi dell’Istituto Foresi di Portoferraio. Di seguito le risposte che ha fornito alle domande che le abbiamo rivolto.

Secondo quali criteri voi ragazzi siete stati scelti per partecipare al progetto?

“Abbiamo tutti partecipato ad un corso pomeridiano, eravamo circa 30/40 ragazzi all’inizio. Abbiamo fatto 7 lezioni da 2 ore ciascuna durante le quali ci veniva spiegato, attraverso presentazioni, immagini e filmati, in che modo l’uomo è arrivato a commettere atrocità tali. Alla fine di questo corso, fra coloro che avevano meno assenze, sono stati sorteggiati 1 ragazzo per classe e avanzando 2 posti hanno sorteggiato 1 altro ragazzo nelle 2 classi con maggior numero di partecipanti. Eravamo così 8, hanno poi dovuto estrarre tutti gli altri in ordine nel caso avessero dovuto sostituire qualcuno. Dopodiché il comune di Rio ha finanziato il viaggio di un altro alunno, così hanno scelto il primo della lista di coloro che erano rimasti.”

Come avviene il viaggio sul Treno della Memoria?

“Siamo partiti Domenica 20 Gennaio dalla stazione Santa Maria Novella di Firenze, dopo un viaggio di circa 21/22 ore siamo arrivati ad Auschwitz, in Polonia. Nelle notti del 21 e del 22 abbiamo dormito in un albergo a Cracovia, poi siamo ripartiti il 23 sera e con lo stesso viaggio dell’andata siamo arrivati il 24. La prima e l’ultima notte le abbiamo passate in treno, erano cuccette da 6 persone, ognuno di noi ha dovuto portarsi un sacco a pelo per la notte.

Oltre ai 550 ragazzi erano presenti docenti, rappresentanti di associazioni quali ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia), ANEI (Associazione nazionale ex internati), ANED (Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti)bbbbbbbbbb e altre, fino ad arrivare ad oltre 700 persone nel treno. Con noi hanno affrontato questo lungo viaggio anche le sorelle Bucci, ebraiche sfuggite all'Olocausto, con cui abbiamo avuto l’opportunità di parlare. Durante il viaggio abbiamo partecipato ad alcuni Workshop dove affrontavamo un tema specifico, il nostro riguardava i deportati politici.”

Parla brevemente delle due giornate passate nei campi di concentramento.

“Il 21 mattina appena arrivati ad Auschwitz abbiamo visitato il campo di Auschwitz-

Birkenau e abbiamo partecipato ad una cerimonia in memoria di quelle persone che purtroppo non sono riuscite ad uscirne, ognuno di noi ha detto al microfono un nome e l’età di quella persona, il mio era Vera Pinto e aveva 19 anni. Il 22 abbiamo invece visitato il campo di Auschwitz 1 e abbiamo partecipato ad una cerimonia totalmente in silenzio durante la quale abbiamo posato una corona di fiori in rappresentanza della Toscana davanti al muro dove molti sono stati fucilati.”

Che sensazioni ti ha lasciato questa esperienza?

“Sicuramente è un’esperienza molto forte, penso che studiando e informandosi al riguardo non si riesca a capire nemmeno una millesima parte di ciò che è davvero successo. Probabilmente, anzi sicuramente, nemmeno noi possiamo capirlo a pieno ma colpisce molto vedere ciò che l’uomo è stato capace di fare. E non dobbiamo dire “beh era un mostro” perché possiamo associare questo a qualcosa di fantastico o surreale, ma purtroppo è successo davvero e non possiamo permettere che una cosa simile accada di nuovo.”

In che modo hai affrontato la giornata ed il progetto stesso?

“Sicuramente parti con la consapevolezza di tornare in qualche modo diverso e cambiato, con una visione differente, ma al momento della partenza non sai cosa cambierà del tuo pensiero e questo ti rende ancora più curioso di quanto tu non lo fossi già prima.”

Hai qualcosa da dire riguardo all’impostazione e alla presentazione del progetto?

“Penso sia un progetto molto utile e ben organizzato, consiglio sicuramente di partecipare.”


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